Giro d’Italia 2022: RCS tratta la partenza all’estero. Poche chances per la Sicilia

Giro d'Italia 2020 Stage 4 Démare batte Sagan (Photo Giro d'Italia)

Repubblica Ceca e Slovacchia in pole per l’edizione 2022 della corsa rosa. Poche chances per la Sicilia per entrare a far parte del percorso

Poche chances per la Sicilia
ETNA-LINGUAGLOSSA, Giro d’Italia 2020 (Photo by Tim de Waele/Getty Images)

“Non vi è alcun cambio di programma se non quello che la grande partenza, che doveva svolgersi nel 2021, è stata anticipata al 2020. Quindi nel 2021 si svolgeranno regolarmente le tre tappe. La riduzione dell’importo è dovuta all’annullamento del giro di Sicilia, che speriamo di recuperare nel 2022. Lo stesso ovviamente si dovrebbe svolgere regolarmente nel 2021 Covid permettendo.”

Con queste parole l’Assessore del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana Manlio Messina aveva cercato di rassicurare tutti gli appassionati siciliani di ciclismo che l’edizione 104 del Giro d’Italia avrebbe previsto, come da contratto con RCS Sport, ben tre frazioni in terra siciliana. La “corsa rosa” è andata in archivio e la tappa più a sud ha avuto come sede di partenza Foggia.

Repubblica Ceca e Slovacchia restano in pole per la grande partenza della prossima edizione con la Slovacchia che potrà “giocarsi” la carta del tre volte campione del mondo Peter Sagan che nelle ultime due edizioni della corsa si è reso protagonista con la vittoria di due tappe e della maglia ciclamino della classifica a punti.

Al momento speranze ridotte al lumicino per la Sicilia che dovrà accontentarsi de Il Giro di Sicilia in programma dal 28 settembre al primo ottobre che prenderà il posto della Coppa Agostoni, inizialmente previsto per il 29 settembre e che si correrà l’11 ottobre; nessuna novità sul percorso che “dovrebbe” essere quello previsto per l’edizione 2020 cancellata per Covid – 19.

Al netto dei proclami da parte della Giunta Regionale il ciclismo in Sicilia fa fatica a a trovare una sua collocazione nel calendario internazionale e fatica a trovare quella continuità sancita da contratti firmati che regolarmente vengono disattesi; a farne le spese sono gli appassionati e quel movimento, ricco di tradizione, che negli ultimi 20 anni ha sfornato i vari Vincenzo Nibali, Giovanni ViscontiDamiano Caruso.

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