Giro d’Italia 🇮🇹 (2.UWT), Stage 19: Il capolavoro di Josef Cerny ad Asti in una giornata caratterizzata dalla protesta del plotone.

Tappa caratterizzata da tante polemiche e una protesta di parte del gruppo che neutralizza buona parte della tappa.

Tappa numero 19 di questa tormentata edizione del Giro d’Italia 🇮🇹 (2.UWT) che inizia con la protesta del plotone sull’intero svolgimento della frazione.

Ad alzare la voce sono la Lotto – Soudal AG2R La Mondiale che hanno a lungo parlato con l’organizzatore della Corsa Rosa Mauro Vegni che non ha potuto fare altro che accontentare le richieste del gruppo.

“Abbiamo subito la decisione, non l’abbiamo accettata – ha tuonato Vegni – Chiudiamo il Giro, ma a bocce ferme qualcuno pagherà anche questo. Questa brutta figura cancella tutto il lavoro fatto“

Gianni Bugno, presidente del CPA, si schiera dalla parte dei ciclisti: “I corridori hanno paura di ammalarsi a causa della pioggia e del freddo, e una corsa di oltre 250 km in queste condizioni abbasserebbe di molto le loro difese immunitarie”.

Durissimo lo storico D.S. della Bardiani CSF – Faizanè Bruno Reverberi che non le manda a dire ai suoi colleghi e alle organizzazioni dei ciclisti: “Ho visto tante di queste proteste stupide e organizzate male. Quello che fa più male è sentire i sindacalisti dare ragione ai corridori, c’è modo e modo di gestire la cosa. Possono dare le dimissioni se non hanno i corridori dalla loro parte. Fanno la figura di quei sindacalisti che difendono i lavoratori che timbrano il cartellino e poi vanno subito a casa. Fossi stato l’organizzatore, avrei mandato a casa De Gendt dopo la dichiarazione che aveva fatto sulla sicurezza in gruppo. Tutti avevamo paura di non arrivare a fine Giro, oggi che si è salvata la stagione si fanno fare al Giro figuracce. Tanti corridori non sono d’accordo, altri destabilizzano l’ambiente per comodo”.

La tappa ha avuto inizio alle 14:30 da Abbiategrasso mantenendo il anche lo sprint di Vigevano, che inizialmente era stato annullato, che prevede un totale di 124 km.

Fuga di 14 uomini Simon Pellaud 🇨🇭 (Androni Giocattoli – Sidermec), Giovanni Carboni 🇮🇹 (Bardiani CSF – Faizanè), Josef Cerny 🇨🇿 (CCC Team), Nathan Haas 🇦🇺 Marco Mathis 🇩🇪 (Cofidis Solutions Credits), Iljo Keisse 🇧🇪 (Deceuninck – Quick Step), Simon Clarke 🇦🇺 e Lachlan Morton 🇦🇺 (EF Pro Cycling), Alex Dowsett 🇬🇧 (Israel Start – Up Nation), Sander Armée 🇧🇪 (Lotto – Soudal), Albert Torres 🇪🇸 (Movistar Team), Victor Campenaerts 🇧🇪(NTT Pro Cycling), Jacopo Mosca 🇮🇹 (Trek – Segafredo) e Etienne Van Empel 🇳🇱 (Vini Zabù – Brado – KTM).

Davanti tirano tutti e 14 mentre il gruppo è tirato solo dagli uomini di Peter Sagan 🇸🇰 (BORA – hansgrohe) che non riescono a rosicchiare neanche un secondo alla fuga che a 58 km ha un vantaggio di 1’26” che tende progressivamente a salire.

Poco dopo la BORA si rialza e getta la spugna con il gruppo che si ferma e lascia spazio definitivamente alla fuga che si giocherà quindi la frazione.

L’armonia nella testa della corsa finisce in prossimità dello sprint di Masio con Campenaerts che si porta dietro Cerny, Clarke, Armée, Mosca e successivamente Keisse che rientra con una bella azione.

Non c’è il tempo per iniziare a collaborare che parte Cerny che approfitta di un leggero tratto in salita; dietro inizia l’inseguimento con i cinque uomini che collaborano ma il ciclista di Praga ai 2000 metri dal traguardo ha un vantaggio ancora di 20″ che gli permette di vincere la diciannovesima tappa con Campenaerts che si piazza secondo con 18″ di svantaggio e Mosca che regola il gruppetto inseguitore.

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